Rugby Spot – Ignoranza

Il bello del rugby è giocarlo, il resto è contorno

Highlights Italia-Samoa

Pubblicato da Giorgio Pontico su 30 Novembre 2009

Dopo 13 sconfitte di seguito, dopo esperimenti e convocazioni discutibili da parte del coach Nick Mallett, l’Italia del rugby torna vincere. E’ Samoa l’agnello sacrificale, nazionale mai battuta in passato dagli azzurri che concludono il trittico di test match autunnali in crescendo.

La vittoria serviva ed è arrivata  dopo due ottime prestazioni contro Nuova Zelanda e Sudafrica. Ancora una volta la mischia è stata determinante: gli avanti samoani sono stati annichiliti nel fondamentale della mischia chiusa.

24 a 6 il punteggio finale. L’Italia apre le marcature con un piazzato di Mirco Bergamasco cui segue una bella meta dell’estremo Luke Mclean. Un drop di Tebaldi, un piazzato di Gower e una meta tecnica trasformata ancora una volta da Mirco Bergamasco fissano il risultato.

Qui sotto gli highlights della partita

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Parisse ce la fa? No

Pubblicato da Giorgio Pontico su 26 Novembre 2009

Rischiava di saltare il più abbordabile dei tre impegni autunnali della nostra nazionale. Sergio Parisse invece dovrebbe scendere in campo nella sua solita posizione di terza centro e con i gradi di capitano. Un infortunio occorso in allenamento potrebbe tuttavia ancora pregiudicarne l’utilizzo: la  risonanza magnetica in programma per il pomeriggio di giovedì dovrebbe fugare ogni dubbio

Contro Samoa troverà spazio in panchina il giovane mediano d’apertura Riccardo Bocchino. Il giocatore del Rovigo, che ha mosso i suoi primi passi nel Rugby Viterbo prima di trasferirsi all’Unione Rugby Capitolina, è reduce da due prestazioni vittoriose con la Nazionale A.


UPDATE – La risonanza ha evidenziato la rottura del legamento crociato anteriore del ginocchio destro del capitano azzurro. Sergio Parisse rimarrà fermo dai 4 ai 6 mesi. Niente Samoa e niente 6Nations quindi.

Questa la formazione aggiornata dal commissario tecnico Nick Mallett

15 Luke MCLEAN (Benetton Treviso, 13 caps)14 Kaine ROBERTSON (MPS Viadana, 40 caps)13 Gonzalo CANALE (Clermont-Auvergne, 50 caps)12 Gonzalo GARCIA (Benetton Treviso, 12 caps)11 Mirco BERGAMASCO (Stade Francais, 65 caps)10 Craig GOWER (Bayonne, 5 caps)9 Tito TEBALDI (Plusvalore Gran Parma, 5 caps)8 Alessandro ZANNI (Benetton Treviso, 36 caps)7 Mauro BERGAMASCO (Stade Francais, 78 caps)6 Josh SOLE (MPS Viadana, 40 caps) 5 Quintin GELDENHUYS (MPS Viadana, 5 caps)4 Carlo Antonio DEL FAVA (MPS Viadana, 40 caps)3 Martin CASTROGIOVANNI (Leicester Tigers, 61 caps)2 Leonardo GHIRALDINI (Benetton Treviso, 24 caps, capitano)1 Salvatore PERUGINI (Bayonne, 65 caps)

a disposizione

16 Fabio ONGARO (Saracens, 63 caps)17 Ignacio ROUYET (Benetton Treviso, 5 caps)18 Antonio Pavanello (Benetton Treviso, 4 caps) 19 Simone FAVARO (Rugby Parma 1931, 4 caps)20 Simon PICONE (Benetton Treviso, 19 caps)21 Riccardo BOCCHINO (Femi-CZ Rovigo, esordiente)22 Alberto SGARBI (Benetton Treviso, 5 caps)

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Springbok in emergenza, All Blacks con la saudade

Pubblicato da Giorgio Pontico su 26 Novembre 2009

In situazioni grave emergenza infortuni avere giocatori di valore impegnati overseas può risultare utile anche per quelle federazioni che applicano norme restrittive per le convocazioni in nazionale. E’ il caso del Sudafrica, che ha dovuto ringraziare la disponibilità (e le insaziate ambizioni) di CJ Van Der Linde e BJ Botha, piloni impegnati in Magners League e non convocati all’inizio del tour autunnale. Pieter De Villiers dovrà ringraziare un altro giocatore, che stavolta porta il suo stesso cognome: si tratta di Jean De Villiers, centro in forza al Munster che tornerà a fare coppia con Jacques Fourie. Probabilmente una delle combinazioni più efficaci a livello internazionale, che si ritroverà per affrontare l’Irlanda.

In casa All Blacks c’è invece un sentimento opposto. Ai tuttineri manca la madrepatria, Aotearoa. Per questo motivo Andy Ellis e Brad Thorn hanno chiesto di poter prendere il volo di ritorno anticipatamente rispetto ai compagni per poter stringere i propri cari.

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Scontro fra emisferi: atto terzo

Pubblicato da Giorgio Pontico su 23 Novembre 2009

Il risultato più clamoroso dello scorso weekend di test match è sicuramente quel 9-8 fra Scozia e Australia, prima vittoria per i cardi in 27 anni di scontri, che fa crollare definitivamente 4 anni di strapotere dell’emisfero sud. Ci aveva pensato prima la Francia, battendo gli All Blacks a giugno e il Sudafrica due settimane fa. Galles e Inghilterra hanno ceduto di poco ai tuttineri, mentre l’Italia ha tirato fuori due prestazioni degne di questo nome sia contro la Nuova Zelanda che contro i Campioni del Mondo. E tra due anni ci sono i mondiali, proprio in Nuova Zelanda.

Gli azzurri hanno prodotto una buona performance contro degli Springoboks al gran completo. Solita grande prestazione in mischia chiusa, qualche guizzo nei trequarti (bella la meta di Garcia, anche se probabilmente viziata da un velo) ma pessima gestione del gioco al piede, semplicemente awful. I calci di spostamento non erano altro che regali per Kichner, Steyn e Du Preez: fortuna che l’altro Steyn, ribattezzato The Howitzer, non era stato convocato dal coach sudafricano De Villiers. Orrenda prestazione dalla piazzola sia per Gower che per McLean. Quasi rimpiango Ramiro Pez.

 

Cito da Planet Rugby i risultati

Italy 10 – 32 South Africa
Wales 33 – 16 Argentina
England 6 – 19 New Zealand
Ireland 41 – 6 Fiji
Scotland 9 – 8 Australia
France 43 – 5 Samoa

 

 

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Italia – Sudafrica: le formazioni

Pubblicato da Giorgio Pontico su 19 Novembre 2009

Il coach del Sudafrica non si risparmia e schiera la migliore formazione possibile, eccezione fatta per Victor Matfield che si accomoda in panchina. Sabato al “Friuli” di Udine scenderanno in campo degli Springbok ancora a secco di vittorie in questo tour. Oltre alla sconfitta con la Francia, la nazionale guidata da Pieter De Villiers ha perso anche i midweek match contro Leicester e Saracens.

Il XV titolare: 15 Zane Kirchner, 14 JP Pietersen, 13 Jaque Fourie, 12 Adi Jacobs, 11 Bryan Habana, 10 Morné Steyn, 9 Fourie du Preez, 8 Ryan Kankowski, 7 Danie Rossouw, 6 Heinrich Brüssow, 5 Andries Bekker, 4 Bakkies Botha, 3 John Smit (captain), 2 Adriaan Strauss, 1 Wian du Preez.

A disposizione: 16 Tendai Mtawarira, 17 BJ Botha, 18 Victor Matfield, 19 Jean Deysel, 20 Francois Hougaard, 21 Ruan Pienaar, 22 Wynand Olivier.

Nick Mallett ha invece effettuato alcuni cambi alla formazione che sabato si è opposta alla Nuova Zelanda. Fuori Kaine Robertson, Mauro Bergamasco, Gonzalo Canale, Tito Tebaldi e Leonardo Ghiraldini. Dentro molti giovani promettenti e altri che devono confermare la propria permanenza nella squadra azzurra.

Gli Azzurri: 15 Luke Mclean, 14 Matteo Pratichetti, 13 Alberto Sgarbi,  12 Gonzalo Garcia, 11 Mirco Bergamasco, 10 Craig Gower, 9 Simon Picone, 8 Sergio Parisse, 7 Alessandro Zanni, 6 Simone Favaro, 5 Quintin Geldenhuys, 4 Carlo Antonio Del Fava, 3 Martin Castrogiovanni, 2 Fabio Ongaro, 1 Salvatore Perugini


A disposizione: 16 Leonardo Ghiraldini, 17 Ignacio Rouyet, 18 Antonio Pavanello, 19 Josh Sole, 20 Mauro Bergamasco, 21 Tito Tebaldi,  22 Gonzalo Canale

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Provocazione? No, grazie

Pubblicato da Giorgio Pontico su 18 Novembre 2009

Dice che si è trattato di “Provocazione”, come si intitola la rubrica dove è comparso uno degli articoli più italiani (nel senso dispregiativo del termine) che io abbia mai letto. Non sarà certo l’ultimo ma quello di Marcello Zacchè mi ha fatto letteralmente incazzare imbufalire. D’altronde, se si va a guardare la testata che ha pubblicato quelle righe di merda, è già più facile capire la natura di questo (vano) attacco al rugby. Non mi importa se Zacchè, rispondendo a Lucio Radetich, tenga a precisare la natura provocatoria del suo scritto: mi importa che probabilmente sarà stato anche pagato per quella malriuscita opera che sa tanto di paura nei confronti del rugby, uno sport che fa cultura a differenza del calcio che fa tendenza. Forse è proprio questo che preoccupa il redattore del quotidiano di proprietà della famiglia Berlusconi. E mi fermo qui, perché ad andare OT sul proprio blog non si fa poi una gran bella figura.

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Paddy O’Brien: mischia italiana fallosa

Pubblicato da Giorgio Pontico su 18 Novembre 2009

Paddy O’Brien è il boss degli arbitri internazionali. Paddy O’Brien ha espresso le proprie scuse alla Nuova Zelanda circa l’arbitraggio di Stuart Dickinson, colpevole secondo lui di non aver fischiato gli innumerevoli falli in mischia dei nostri avanti. Paddy O’Brien è un buffone, il fatto che sia neozelandese non conta: anche i media locali hanno messo in risalto la performance del pack azzurro. Riguardando la registrazione del match si vede chiaramente l’espressione disperata di Crockett (pilone sinistro neozelandese) all’idea di dover affrontare l’ennesimo ingaggio contro quello ritenuto da molti il miglior pilone destro in attività: non c’è stata partita nel fondamentale della mischia chiusa.

Sono d’accordo con Duccio quando dice che la FIR dovrebbe rispondere a tono: non è ammissibile farsi prendere per i fondelli, neanche dal signor O’Brien, che è rappresentante dell’IRB. Mallett nel postmatch ha ribattuto alle parole del collega Henry, che aveva parlato di una zona grigia del regolamento, specificando che “non esiste grigio, ma solo bianco o nero”.

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Highlights femminili: Inghilterra – Nuova Zelanda

Pubblicato da Giorgio Pontico su 16 Novembre 2009

Lo scorso 9 novembre si è giocato a Esher, nel Surrey, un test match tra Inghilterra e Nuova Zelanda, le temibili Black Ferns. Hanno vinto queste ultime per 13 a 3 grazie al piede del mediano d’apertura Rebecca Mahoney e ad una meta del primo centro di Canterbury, Amiria Rule.

Qui sotto i momenti salienti della partita.

(via Your Scrumhalf Connection)

 

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Nkosi Sikelel’ iAfrika storpiato

Pubblicato da Giorgio Pontico su 16 Novembre 2009

Tra le tante partite giocate lo scorso week end ce n’è stata una, oltre a Italia-Nuova Zelanda, che mi sento di sottolineare più delle altre: Francia-Sudafrica. Si è giocato a Tolosa e i transalpini sono riusciti a mantenere l’imbattibilità casalinga che dura ormai da più di 10 anni. Il match è stato trasmesso da Sky e proprio mentre assieme ad alcuni amici ci preparavamo ad assaporare Nkosi Sikelel’ iAfrika, siamo rimasti di sasso nell’ascoltare la pessima performance del cantante Ras Dumisani, sudafricano residente in Francia. Stonatissimo: va bene mantenere un proprio stile (il reggae in questo caso), ma fare scempio di un momento importante per la squadra ospite e prendersi gioco in generale di tutto il protocollo che accompagna lo svolgimento di un test match è troppo.

La SARU ha scritto alla federazione francese una lettera indignata: Jo Maso, team manager dei galletti, ha risposto spiegando che solitamente viene chiesto alle ambasciate delle nazioni ospiti di individuare un cantante per l’inno. La colpa di questa figuraccia sarebbe dunque da attribuire al Sudafrica stesso? Non credo, intanto lo stesso Dumisani ha difeso la propria performance dicendo di aver “cantato benissimo, e che tutti erano commossi”. De gustibus non disputandum est, ma a me ’sto tizio pare proprio stonato…

 

 

 

 

 

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Gli All Blacks passano a Milano

Pubblicato da Giorgio Pontico su 15 Novembre 2009

San Siro colmo per il rugbyDopo l’esperienza del Meazza non credo che riuscirò più ad entrare al Flaminio pensando di varcare la soglia della Casa del Rugby. E’ uno stadio fantastico, sicuramente al livello di Twickenham e, secondo il mio amico Zeno, anche del Millennium di Cardiff. Eravamo in 80mila a ululare come barbari in attesa della battaglia: il boato che ha seguito l’entrata in campo delle due squadre è stato da brivido.

 

La partita

I nostri ci hanno creduto. Finalmente, dopo le buone premesse di giugno, si è vista un Italia combattiva e confidente dei propri mezzi. Ancora troppi i calci di punizione concessi ad un non sempre preciso McAlister, mentre l’unica meta dei tuttineri è arrivata dopo l’unica folata dei trequarti guidati da un Mike Delany apparentemente offuscato: bravo Sivivatu a servire Flynn che a sua volta ha fatto valere i suoi chili sul pur sempre volenteroso Robertson.

Questa volta il copione che ha visto più volte i nostri subire mete in finale di primo tempo per poi crollare definitivamente nella ripresa è rimasto nel cassetto. Nel fondamentale della mischia chiusa il nostro pack ha dato una lezione di rugby che i dirimpettai neozelandesi ricorderanno a lungo: l’espressione sul viso di Crockett dopo l’ennesima mischia giocata contro Castrogiovanni (eletto giustamente Man of The Match) è esplicativa.

I nostri trequarti hanno fatto una partita impeccabile sul piano difensivo: bravissimi i due “Gonzali” (Garcia e Canale) a non concedere troppi metri a Ellison e McAlister. Bravi anche i back-three, sempre attenti a coprire il campo. Gower invece avrebbe potuto giocare più alla mano, sopratutto con un Mirco Bergamasco all’ala che aveva tanta voglia di far correre le gambe. Probabilmente si è trattato di rispettare il piano di gioco.

Hanno vinto gli All Blacks: sperare in un risultato diverso sarebbe stato da folli. Tuttavia questa partita ha evidenziato quanto sia ormai sottile il gap che separa l’Italia dall’Olimpo del rugby. La disciplina è un difetto che si può risolvere lavorandoci su, mentre l’incisività in attacco potrebbero darcela alcuni giovani elementi visti in azione venerdì a Piacenza, dove la nostra Nazionale A ha battuto 33-6 la prima rappresentativa romena (anche se in decadenza non di certo gli ultimi arrivati).

Una menzione speciale va invece all’arbitro Stuart Dickinson, capace di commettere orrori da entrambe le parti, negando una meta tecnica chiesta a gran voce da tutto lo stadio dopo che per almeno 10 volte la mischia neozelandese, arroccata nei propri 5 metri, ha commesso fallo pur di non farsi arare da quella azzurra. Lo score finale sul tabellone riportava 20-6 per gli ospiti, con i punti italiani frutto del piede di Gower.

Manca poco, ma è necessario continuare ad investire sul rugby di base, eliminare la burocrazia inutile e rendere il gioco più accessibile.

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